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Poesie di david Salmojlov - circo
Poesia di David Samojlov

Il circo
  I papà sollevano i bambini,
li fanno salire nei tram,


sui sedili anteriori li portano
in un cinema oppure in un circo.

  E nel circo sono larghe le porte,
una pista, le luci, dei galloni.!
Saltano gli uomini come le bestie,
le bestie sono sagge come gli uomini.

  C'è un elefante che capisce il russo,
un mastino che canta in modo umano.
Ed un pagliaccio senza un antipasto
inghiotte allegro fazzoletti altrui.

  Un augusto offeso da qualcuno
sciorina spiritose baggianate.
E d'un tratto uno svelto direttore
ordina all'orchestra una fanfara.

  Naiadi montate su cavalli
volano giù di sella nella sabbia.
I costumi scintillano di orpelli,
e la cupola è alta come il cielo.

  Ai bambini non sembra troppo strana
l'apparizione di tali miracoli.
E non ridono affatto dell'ubriaco,
che si arrampica sotto la cupola.

  I bambini non possono distogliersi
da questa sublime bellezza.
E soltanto i padri si divertono
in questi attimi seri.

Lo spettacolo del circo, semplice, alla buona, familiare, quasi casalingo, conserva ancora il sapore delle belle epoche trascorse, ed è riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri mantenendo intatto il suo fascino e i valori di un'amabile tradizione. Questo senso familiare e casalingo è sottolineato nella poesia e ci riporta a quei rapporti di gioiosa spensieratezza che ancora soprawivono nelle famiglie prive di pretese o di più complesse (e fastidiose)
esigenze di divertimento. La premura di quei gioiosi « papà » che  sollevano i « bambini » - e « li fanno salire nei tram », conquistando per loro i più ambiti
« sedili anteriori », ci svela la loro frenesìa di partecipare alla festa grande dello spettàcolo insieme con i loro ragazzi, e quasi l'impazienza di ritrovare intatti gli incanti e gli stupori della loro infanzia, altrettanto semplice e ingenua.

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