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lettera
 Lettera al padre
di Vincenzo Fiaschitello

Padre carissimo,
mi lasciasti che avevo
poco più di trent'anni,
preso com'ero dalla mia giovinezza
e dalle sue distrazioni.
Ora mi torni in mente e riverente
è il mio pensiero.
Tenera la tua immagine in divisa
da allievo guardia carceraria
con il berretto sormontato dall'aquila reale,
il tuo sguardo così simile a quello di mio figlio!
Ti avvolge un silenzio ricco di parole
che come eco lontana mi risuona dentro.
Il tuo ricordo esala dalla terra
che ti ricopre: è da tempo sgombro
di quelle pagliuzze che il presente
di allora mi faceva vedere nel tuo occhio,
come sempre accade nel contrasto tra generazioni.
Pallida ombra, riposa nella quiete dell'eterno,
altre parole non ci saranno più tra noi!