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donnamedioevo

Poesia di Compagnetto da Prato

Per lo marito c'ho rio

Per lo marito c'ho rio,
l'amore m'è 'ntrato in coraggio;
sollazzo e gran bene agg'io,
per lo mal che co llui aggio:
ca per lo suo lacerare
tal pensero eo no j'avea,
che sono presa d'amare;
fin'amante aggio in balia,
che 'n gran gioia mi fa stare.
Geloso, battuta m'hai,
piaceti di darmi doglia ;
ma quanto più mal mi fai,
tanto il mi metti più in voglia.
Di tal uomo m'acagionasti ,
c'amanza no avea  intra noi;
ma da che 'l mj ricordasti,
l'amor mi prese di lui:
lo tuo danaggio pensasti.

Mio amor mi mette a rafone,
dice s'io l'amo a cor fino,
però che m'abbe a cascione
ch'era nel male dimino.
Per ira del mal marito
m'avesti, e non per amore:
ma da che m'hai, sì èmi gito
tuo dolzor dentro dal core,
mio male in gioi m'è ridito.

Drudo mio, a te mi richiamo
d'una vechia c'ho a vicina:
ch'ella s'è acorta ch'io t'amo,
del suo mal dir no rifina.
Co molto airoso talento
m'ave di te gastigata,
mettemi a maggior tormento
che quei cui son maritata;
non mi lascia avere abent.

Madonna, per lo tuo onore,
a nulla vecchia non credere:
ch'elle guerìano l'amore,
per c'altri loro non credere,
Le vecchie son mala gente:
non ti lasciar dismagare ;
che 'l nostro amor fino e gente
per lor non possa falzare
Mettale Dio in foco arzente,

La bella dice: - far Deo,
giurolti per mia leanza,
che non è cosa per ch'eo
lasciasse  la tu' amistanza.
Ma perch'io mi ti lamento
d'una mia disaventura,
non aver tu pensamento
che d'altr'amor aggia cura,
se non far tuo piacimento

Dai codici due canzonette a dialogo, tra cui la «Canzone di malmaritata» .

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