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primo maggio
Poesia di Renzo Pezzani 
Sabato

Oggi più duro che mai
è il giorno, per gli operai;
è il giorno della mercede.
Chi non lavora non crede.
La mano porta il suo dono,
ma il cuore chiede perdono.
L'uomo quasi non osa
guardare il figlio e la sposa.
Per il sudore versato
è poco qu.el che gli han dato.
Con tutto quel che ci vuole
è un sabato senza sole.
Il pane, l'olio, il carbone ...
I fanciulletti, che dalla scuola
tornano, all'uscio fermano il passo
e, contemplando senza parola
stanno il martello, che or alto or basso
fu or della soglia correre a mille,
come la pula, fa le scintille.

E' lunga la sottrazione,
e non rimane un quattrino
per le scarpe del bambino,
per le scarpette di panno
al bambino che compie l'anno,
che già tenta i primi passi,
trova spini e trova sassi,
vuole andare e non sa dove,
senza scarpe, anche se piove.
Dio, quest'uomo ha lavorato,
ma il sudore non gli è bastato.
Non bastò il suo lungo affanno
per due scarpette di panno.

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