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Poesia di Giovanni Pascoli  Mia madre
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Poesia di Giovanni Pascoli
Mia madre

Zitti, coi cuori colmi,
ci allontanammo un poco.
Tra il nereggiar degli olmi
brillava il cielo in fuoco.

...Come fa presto sera,
o dolce madre, qui!

Vidi una massa buia
di là del biancospino:
vi ravvisai la thuia,
l'ippocastano, il pino...

...Or or la mattiniera
voce mandò il luì;

Tra i pigolii dei nidi,
io vi sentii la voce

mia di fanciullo... E vidi,
nel crocevia, la croce.

...Sonava messa, ed era
l'alba del nostro dì.

E vidi la Madonna
dell' Acqua, erma e tranquilla.
con un fruscio di gonna,
dentro. e l'odor di lilla.

...pregavo ...E la preghiera
di mente già mi uscì.

Sospirò ella, piena
di non so che sgomento.


Io me le volsi: appena
vidi il tremor del mento!

...Come non è che sera,
madre, d'un solo dì?

Me la miravo accanto
esile sì, ma bella:
pallida sì, ma tanto
giovane! una sorella!

bionda così com'era
quando da noi partì.

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