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8 Marzo Festa della donna
Auguri a tutte le donne del mondo
I diritti delle donne

Femminismo e antifemminismo
Questi nostri anni vedono la donna come protagonista di proteste e di rivendicazioni che, partendo da un'analisi critica del ruolo sociale attribuitole nella storia, tendono a rivalutare tutti gli aspetti del problema fino ad oggi misconosciuti o fraintesi. Sono sorti molti gruppi diversi, che hanno in comune l'ideologia femminista pur differenziandosi per posizioni, obiettivi e mezzi di lotta, e importanti sono le conquiste operate in campo sindacale, civile, morale.
Tuttavia il problema resta ancora aperto, soprattutto sul piano del costume e dell'autentica realizzazione attuata giorno per giorno, nei rapporti personali, famigliari e sociali.

I diritti delle donne
Fino a ieri era considerata «l'angelo della casa», il suo regno era il focolare, la sua gloria era il rispetto del marito, la sua gioia era la felicità della famiglia, il suo sesso era «debole», il suo nome era donna.
Oggi la stessa donna si sente «gregaria», oppressa da secoli di egemonia maschile. Profondamente convinta del proprio stato di sfruttata, Eva, al grido di «Sorelle, oggi non si cucina.
Affamiamo un parassita!», ha dichiarato guerra ad Adamo in un paradiso soltanto tecnologico.
Inalberando striscioni con su scritto «Oggi è l'inizio di una nuova crociata.
Oggi è la fine di millenni di oppressione», la donna è scesa in quasi tutte le strade del mondo alla ricerca di diritti
che le sono sempre 9tati negati.
UNA LUNGA LOTTA
Come ogni crociata che si rispetti questa della donna conta già un' eroina: Olympia de Gouges , fatta ghigliottinare da Robespierre nel 1791 perché rea - di aver presentato una dichiarazione sui diritti della donna; nonché una martire della causa femminista: la suffragetta inglese Emily Davidson che nel 1931, durante il derbt di Epsom, si uccise per protesta buttandosi sotto gli zoccoli del cavallo del re.
Mentre Eva, dunque, porta avanti lo scudo dei propri problemi mai risolti, quasi tutti compresi nello slogan «C'è un cittadino più sconosciuto del Milite Ignoto: sua moglie», Adamo si difende come può, spesso ricorrendo a illustri colleghi del sesso forte, dall'arrogante Catone il Censore: «Lasciate che le donne raggiungano l'uguaglianza e da quel momento si sentiranno superiori a noi», al rassegnato Tolstoj: «Considerate il rapporto con le donne come una spiacevole necessità della vita sociale ed evitatela quand'è possibile», fino al padre della psicanalisi Sigmund Freud , il quale spediva lettere alla fidanzata come questa: «Caro tesoro, mentre tu gioisci per le cure domestiche io sono attratto dal piacere di risolvere l'enigma della struttura del cervello», enigma che doveva restare irrisolto quando la struttura in questione era quella di un cervello femminile: «La grande domanda che non ha mai avuto risposta e alla quale io stesso non sono stato capace di rispondere nonostante i miei trenta anni di ricerche intorno all'animo femminile è questa: che cosa vuole una
donna?»
Alla domanda di Freud oggi la donna sembra poter rispondere da sola. Già negli anni Sessanta aveva potuto affermare una propria autonomia contro i tradizionali canoni maschili che le imponevano
Dedizione, Sacrificio, Umiltà e il focolare accanto al quale fare l'angelo, e aveva sostenuto il proprio diritto all' eguaglianza, alla felicità personale, al piacere fisico.
Con stupore i maschi, da sempre abituati a considerare la donna-mammina-santa, sposa-fedele o amante per i
propri riposi, avevano dovuto rinunciare al vecchio ordine di cose per riconoscere alla donna il diritto alla sua parte di libertà, di responsabilità e di amore.
Ma le stesse donne che in un secolo di femminismo si erano conquistate il diritto al voto, l'accesso alla carriera diplomatica, l'abrogazione della clausola del «licenziamento per matrimonio», la pensione alle casalinghe, la legge sull'adozione speciale, la parità di trattamento con l'uomo in caso di adulterio, il divorzio, ora hanno altre richieste da fare al «padrone»: parità di accesso agli impieghi e all'istruzione superiore, aborto legale gratuito, nidi di infanzia pubblici e gratuiti per le lavoratrici madri.
La gamma delle tesi ideologiche9 dei vari movimenti femministi è ampia. Si va dalla ribellione all'ironia Tuttavia, molti dati statistici confermano la condizione di svantaggio della donna in tutto il mondo.
In Italia le donne costituiscono il 51% della popolazione e sono rappresentate in Parlamento dal 3% dei deputati.
Da. noi si laurea una donna ogni quattro uomini, e ci sono quattro milioni e mezzo di donne analfabete contro un milione
e mezzo di analfabeti. La paga media femminile è inferiore di oltre un quarto a quella maschile.
Le donne hanno dunque ottenuto una crescente parità di diritto, ma la disuguaglianza di fatto è aumentata: vent'anni fa le donne in Parlamento erano quaranta, oggi sono meno della metà; all'inizio del secolo la mano d'opera femminile nell'industria era il 32% di quella maschile, oggi è calata al 26%.
Dice l'ideologa  Betty Friedan: «Non vogliamo essere donne contro o senza uomini, chiediamo solo uguaglianza, dignità, rispetto e libertà di accesso a tutto ciò che il mondo può offrire», ma questa Lisistrata d'oggi trova i maggiori ostacoli spesso proprio nella donna. «I nostri avversari più feroci non sono i maschi, ma le donne. Ci considerano pazze e rivoluzionarie».
Dietro i movimenti femministi, in tutto il mondo, sono sorti subito i movimenti antifemministi, tipo la «Lega Pussy-cat», che destina alle donne il compito di tubare e far le fusa, o come il «H.O. W.», ossia «la felicità della donneità», che consisterebbe nel far bene da mangiare, e si coniano slogan come questi: «Non vogliamo essere liberate.
Siamo felici come siamo; Eva, non dimenticare che sei nata dalla costola di Adamo; se lei porta i pantaloni è lui che deve comandare». Come dire: «La donna ha ottenuto tutto ciò che voleva: che le manca ancora?». Ma non era forse donna anche la regina Mary che di fronte al corpo senza vita della suffragetta Emily Davidson ebbe soltanto un commento:
«Quell' orribile donna ha disarcionato il mio fantino»?

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