Poesia di Leonardo Sinisgalli - A mio padre

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Poesia di Leonardo Sinisgalli
A mio padre

L'uomo rimasto solo
a tarda sera dalla vigna
scuote le rape nella vasca
sbuca dal viottolo con la paglia
macchiata di verderame.

L'uomo che porta così fresco
terriccio sulle scarpe, odore
di fresca sera nei vestiti
si ferma a una fonte, parla
con l'ortolano che sradica i finocchi.

E' un uomo, un piccolo uomo
che io guardo di lontano.
èun punto vivo all'orizzonte.

Forse la sua pupilla
si accende questa sera
accanto alla peschiera

Memoria e ritorno Leonardo Sinisgalli
1974.
Il poeta ha abbandonato, ormai da tempo, la nativa Lucania e i parenti, ma, egli rivive nella memoria la giornata di lavoro del padre contadino (o meglio, il concludersi della giornata).
Il ricordo di quel «piccolo u'omo» continua infatti, anche da lontano, a essere di aiuto e di guida al figlio. Nella seconda poesia, il poeta, tornato in Lucania, rivisita il podere dove è vissuto da ragazzo, e insieme coi ragazzi che ci vivono oggi ritrova gesti e sensazioni di tanti anni prima, tornando quasi indietro nel tempo, alla sua infanzia contadinadove si asciuga la fronte.