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Poesia di Giovanni Papini
Viola
Viola vestita di limpido giallo,
che festa, che amore a un tratto scoprirti
venire innanzi con grazia di ballo
di tra i ginepri e l'odore dei mirti!

La ricca estate si filtra e si dora
sopra il tuo piccolo volto rotondo;
ad ogni moto dell'iride mora
bevi nel riso la gioia del mondo.

Par che la terra rifatta stamani
più generosa, più fresca di ieri
voglia specchiarsi negli occhi silvani
tuoi, risplendenti di casti Il pensieri.

Al tuo venire volante s'allieta
questo mio cuore e con Dio si rimpacia,
l'arida bocca del padre poeta
torna a pregare allor quando ti bacia.

L'improvvisa apparizione della piccola figlia vestita di «limpido giallo », che avanza saltellando nel giardino con spontanea grazia di batlo, agli occhi del padre poeta diventa uno spettacolo di festa.
Nel suo piccolo volto «rotondo» sembra rispecchiarsi, purificarsi e colorirsi lo stesso rigoglio dell'estate in fiore, e, nella sua vivace e ridente pupilla, la felicità della vita del mondo intero.
E'  la semplicità gaia, festosa, ignara del male e di ogni problema (di quei problemi che spesso ci creiamo noi stessi) che col suo solo apparire ci riconcilia con la vita, con l'umanità, con Dio.
Tutto questo e solo questo è la piccola Viola per il padre. I suoi tratti fisici non interessano né lui né il lettore; interessano invece il «limpido» e festoso giallo del suo vestitino, che sembra un riflesso della sua indole gioiosa, la grazia di ballo con la quale «a un tratto» appare agli occhi del padre, il suo piccolo volto rotondo che assorbe la luce e il calore estivo, il suo occhio nero e vivace, limpido e sereno come i suoi innocenti pensieri, e la serenità che infonde nel cuore di chi la vede al suo solo apparire.
Il ritratto è infatti la descrizione di ciò che una persona è per noi, dentro di noi, non di ciò che essa è in sé e per sé.
Per i genitori non c'è gioia più grande di vedere i loro figli sereni, allegri, spensierati.

Nella felicità delle loro creature ritrovano se stessi bambini e la forza per affrontare le difficoltà della vita.
Giovanni Papini ci presenta la sua bambina, Viola: la grazia delle sue movenze, quel piccolo volto dove sembra racchiusa tutta la bellezza dell'estate, quegli occhi che paiono riflettere l'immagine della purezza, inondano il suo cuore di gioia e gli fanno provare di nuovo il piacere della preghiera.

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