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Poesia di Giosuè Borsi
Il nuoto

Godo se arditamente in te mi tuffo,
o mare che sciabordi e che scintilli
e se dI perle onusto e dI berilli
scuoto emergendo Il goccIolante ciuffo.
Godo se co' tuoi flutti aspri m'azzuffo
alternando e mescendo risa e strilli,
e se le gocce amare che mi stilli
col mio labbro salato allegro sbuffo.
Godo se il braccio con un gesto largo
e il piede nell'alterna vece istrutto
 muovo sì, che le schiume intorno spargo,
e ad imo e in cresta all'ampio cavallone
glauco, trascorro lo squamoso flutto,
pari al salso tubicine Tritone.

E' tanto l'entusiasmo contenuto in questi versi, da farti immediatamente penetrare in un mondo gioioso, fatto di spensierata simpatia per uno sport in pieno contatto con il mare.
La natura, anche se nel colmo della sua potenza, è meravigliosamente amica e procura un'intensa felicità che trova la sua espressione nel verbo iniziale ripetuto nelle tre strofe.

I versi si susseguono con stile elegante, composti da termini ricercati,. tuttavia lo slancio del poeta rimane immediato e spontaneo, a manifestare una serie di sensazioni che cuore e fisico hanno provato e che la mente ha tradotto in poesia.

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