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Poesia di Vittoria Aganoor Pompilj
La suggestione del veleno

Una goccia, una sola

Goccia; orsù, dunque! E tutte le vigliacche

Minacce de’ tuoi perfidi fratelli,

I ritegni codardi delle fiacche

Anime, che il superno gaudio, il pane

Quotidiano dell’eternità

Anelan di ghermire, e le tue nausee

Fiere pei loro torbidi ed imbelli

Pentimenti, e le loro miserabili

Fughe, e la loro ipocrita pietà.

Tutto verrà d’un tratto inabissato.

Perché non bevi, se l’oggi e il passato,

Che sul tuo core premon così grevi,

E del dubbio il tormento,

E il tedio, tarlo infaticato e lento,

Cenere diverran con te, se bevi?

Con le tue membra inerti, cadran  giù

Con te, per te, nel buio e nel silenzio

Eterno, tutte le maligne, insane,

Barbare leggi umane;

Le folli ire, gl’ignobili appetiti,

Le gioie avare e brevi;

E la regina Morte, la proterva

Sovrana formidabile, tua serva

Diventerà, se bevi!