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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Violento ruggiva il sole

Violento ruggiva il sole
d'estate,
abbagliando i nostri pensieri.
Colorate farfalle volavano
di ramo in ramo.
Silenziosamente trascorreva l'afa,
attraversata di tanto in tanto,
dallo stridente lontano grido di una gazza.
Nostalgia di un non so che
vestiva la nostra adolescenza
che roteava attorno a rosee fantasie,
capaci di uccidere un tempo sempre uguale
che amaramente ci feriva.
Con che foga si ragionava sul nulla,
su Sartre e Merleau-Ponty.
Si conveniva sulla necessità di convivere
con il non-senso radicale della vita,
con l'angoscia, perché l'uomo non conosce
la sua origine e la sua fine non sa.
Abolito il cartesiano dualismo
un'avvolgente onda mobile ci pareva
il nostro corpo, indistinto dall'anima,
unico mezzo per avere il mondo.
Eppure, osava dire qualcuno,
ci sono ancora le fulgide stelle, le pavide notti,
le gioie e le lacrime e...l'amore!
Ma tutto finiva là,
forse il sole aveva succhiato il nostro cervello,
dopo averne visitato ogni ghirigoro e cavità!