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porta
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Una porta misteriosa

C'è una porta che mi invita a uscire,
ma non è la porta di casa.
Decido di aprirla, non vedo nulla
se non una luce sfarinata, di polvere
sottile. Attraverso uno spiraglio
i miei occhi si perdono in lontananza
verso un paesaggio non dissimile
da quello di un sogno ricorrente.
Il cielo è attraversato da uno stormo
di uccelli che via via si posano
sulle piante fiorite. Pochi istanti dopo
hanno frutti ricchi e maturi, poi perdono
le foglie e tutto è coperto di neve.
E' il mondo del tempo accelerato
e io vi sono immerso. Investe anche
la mia persona questa rapida dissipazione
del tempo, così mi vedo improvvisamente
vecchio, poi di nuovo bambino adolescente
giovane uomo maturo e di nuovo vecchio.
Nella notte si ode una campana, una voce
profonda come un tuono tambureggia
tra nuvola e nuvola: "Sono tutti santi
i tanti fanti morti per la patria!"
Da una finestra si affaccia la 'gna Nela
che si fa il segno della croce: "Lo dicevo io
che il mio Cicco, santo doveva essere
in cielo, dopo che un mattino vennero
a dirmi che la mitraglia di Cecco Peppe
l'aveva falciato sul Piave!"
Silenzia e imbriglia così il suo dolore,
la 'gna Nela!
Credi di aver narrato tutto di te? Cos'altro
potrebbe ancora accaderti?
Stupito resto se ancora non mi sono iscritto
alla massoneria!

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