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Poesia di Vincenzo Fiaschitello Scicli, mia città natale

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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Scicli, mia città natale

Scicli, mia città natale

che potei amare e godere

pur divisa a metà con l'altra città

del barocco delle scale,

della gioia dell'adolescenza

dall'amaro sapore di sale.

Scicli, città amata d'istinto,

dove mio padre vinto dal bisogno

imparò a battere le suole,

dove mio nonno munse

la sua prima vacca

e mia madre ebbe il corredo di Busacca.

Scicli, tutta sole e libere sassaiole,

tutta vigne, serre e rossi pomodori,

come erano lontani macerie e dolori

in quella età piena di speranze!

Scicli di Lincino

dove tutto l'orizzonte marino

un giorno d'estate, quando ero bambino,

si macchiò del grigio delle navi da guerra

che vomitarono fuoco su una terra

spaurita e indifesa.

Scicli, dove giace sepolta

la gran parte del seme dei miei avi

nel camposanto che per primo,

quasi in trasparente sogno,

mi additò i morti savi e mi insegnò

il dolore della vita.

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