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Santa Gemma Galgani
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Santa Gemma Galgani

"E voi chi dite ch'io sia"?
Rispose come Pietro, Gemma!
La vampa d'infinito dolore
che accese il corpo del Cristo
sulla croce, come fulmine penetrò
nell'anima tua sin da bambina.
E' poco dire tormentoso il cammino
della tua breve vita! Non avesti
bisogno di crearti il volto del Cristo,
perché Lucca ne era colma, l'aveva
eletto come simbolo. La voce di tua
madre ferita dalla stessa malattia
e quella della tua spirituale guida
erano custodite nella tua profonda
interiorità, non erano voci che vagavano,
disperse dal vento, al di là delle mura
della città. Se qualcuno disse che eri
come un freddo piccolo pollo senza
passione alcuna, si sbagliò!
Dentro di te bruciava l'amore
per il crocifisso, l'amore che annullava
ogni distanza o differenza tra il Dio
di Francesco e il Dio di Tommaso.
Tu leggevi nel cuore di Dio la beatitudine,
il perdono, la mistica sapienza che solo
agli umili lo Spirito dona in abbondanza.
Così, un sì dicesti! Anche sul letto di morte
un sì sgorgò dalle tue estreme interne
sanguinanti ferite.