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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Verso sera

Verso sera tristi e sgangherati pensieri
aveva il vecchio di fronte al silenzioso mare.
Sull'umida spiaggia rimandava indietro
un piccolo granchio che imperterrito
avanzava ogni volta e se capitava sul dorso
a pedalare in aria lo aiutava a rialzarsi.
La morte è appena al di là del muro
- pensava -, da qualche tempo l'andava
fabbricando senza sosta con cuore maturo.
Ormai l'età piega a occidente come
lo stanco sole che si nasconde a tratti
tra le nuvole grigie e porta il colore
del cane che corre, il colore del niente.
Rancore alcuno non ha contro la vita
che da ultimo gli ha tolto perfino la parola.
Perché allora quel nodo alla gola?
Forse pensa che la compagna rimarrà sola sotto
quel tetto che a lungo ha protetto un amore
spinoso, quello vero, che pure si va sciogliendo
come nero fumo nell'aria.
E' bello andarsene, un mattino
come tanti, e immaginare di avviarsi verso
una via sinuosa che sale e poi scende, che gira
e rigira e si perde infine in sentieri sconosciuti
di sogno bagnati da acque senza sponde
fino alle porte dell'infinita notte.