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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Tristezza


Chiusi un giorno la mia tristezza
in un armadio, ma non c'era chiave.
Uno sberleffo e fu subito fuori
a colpirmi come sempre.
Eppure, mi dicevo,qualcuno
nella linea di mio padre, del nonno
di mio nonno, venuto dal vento
del deserto doveva averla portata
come sabbia nelle tasche.
Così di granello in granello
era scesa fino a me, al punto
che negli anni giovanili non pensavo
volentieri a una famiglia
per non trasmettere un virus
che fa soffrire senza un perché.
Così non fu.
Ma ora so in compenso dal sorriso
di mia figlia che un sangue meno
amaro, di sicuro ciociaro stampo,
ha stemperato il malandrino
come fa l'acqua con il vino.