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monte pellegrino
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Sul Monte Pellegrino

Tra i miliardi e miliardi di sassi
che la terra ha, vorrei celebrarne
uno perché dall'oblio esca,
come il sasso del giovane David
che colpì Golia o il sasso scagliato
da Polifemo contro Ulisse
o, più semplicemente, il metaforico
sasso nello stagno.
Non so dove sei tu ora sasso rotondo
come il mondo, che un giorno, bambino,
ti tenni tra le mani sul Monte Pellegrino
e che mia madre con un sorriso
e una dolce carezza sul viso non mi permise
mai di portare a casa.
Oh, quel sasso, quel sasso!
Accompagnò ogni passo della mia fanciullezza
e persevero ancora nel cercarlo.
Non era un sasso qualsiasi, era la luna,
era il sole, l'universo intero e dentro
c'ero anch'io, la mia casa, le mie cose.
Certe sere mi capita di vederlo sul tavolo
tra le mie carte. Ma io so bene che non può
essere reale. Fuori il cielo lampeggia
e tuona, la pioggia batte sui vetri
della finestra e li accieca, scioglie
la terra e lucida le strade.
Chissà se il mio sasso sta sempre là,
così liscio, così bianco.
Chissà se qualche temporale non l'abbia
fatto scivolare via.
Ma forse è rimasto solo nella mia poesia!