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Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Stride ancora il mio silenzio

Stride ancora il mio silenzio,
lungo il gambo spinoso della rosa
che ti donai il giorno dell'addio,
prima di ingrigirsi tra le nuvole
e scendere in gocce di pioggia
e di pianto.
Che ne sai tu di quel mondo
che lasciai ragazzo? Che ne sai
tu che forse non hai sentito mai
all'alba il suono dei carri per la carraia,
o l'odore di un forno spento?
Tu che non hai mai raccolto
a mani nude mandorle e carrube
e non hai cercato lumache di notte
alla fioca luce di lumi?
Tu che mai hai udito la sera il lamento
del vento che piange sui morti
e sui vivi nel loro ricordo assorti?
La luna piena dietro i colli sorta,
verso il mare d'oriente, ingombra la porta
col suo bagliore d'oro: alle pareti
ancora splendono i ritratti di Umberto
e Margherita e, accanto, quello coevo
di mio zio carabiniere allievo
nei secoli fedele.