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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Rondinella

Non so quel che v'insegnai
di grammatica e di matematica,
d'insiemi e di quadrati, ma so
che eravate in tanti e tutto per voi
era gioco: il vento la neve la primavera
i sassi del giardino e i colori a cera,
tranne la morte di Rondinella, il cane
che nell'attesa ricreazione sempre stava
lì ad aspettarvi. Un giorno qualcuno decise
della sua vita che lasciò con guaiti
dolorosi sotto il castagno. I vostri
occhi non furono più quelli di prima,
un'ombra coprì il candore della vostra
fanciullezza. Festanti cuori tornaste
quando uno di voi volle scrivere
di Rondinella e della sua gioia di vivere.
Anch'io mi unii alla festa, forse colpevole
non poco di finzione.
A voi penso alunni della piccola scuola
pluriclasse di campagna, ormai da anni chiusa.
Il paese s'è presa una lunga pausa,
non ci sono più occhi di bambini nelle sparse
case di campagna e ancora meno nella città
che indifferenza e menzogna assomma.