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Poesia di Vincenzo Fiaschitello Pomeriggi assolati

Nei pomeriggi assolati le donne
dietro le stecche di scrostate persiane
guardavano l'abbagliante luce che tra i rami
degli alberi filtrava e non osavano
mostrarsi nemmeno al balcone.
Si nuotava nelle onde di quella luce
e il respiro ci moriva in gola finché
l'incerta acqua della debole fontana
non ci dava lieve ristoro e ci aiutava
a riprendere i nostri discorsi sui futuri sogni.
Follie d'adolescenti, nascenti amori,
di lacerati cuori per nulla.
Appena all'orizzonte era il mare, irraggiungibile.
Sentimenti d'orgoglio il nostro animo
dominavano e, come in possesso dell'anello
di un mago, celavamo la nostra reale identità
per volare verso città e paesi lontani.
Tutto sembrava vero nel correre al vento
del nostro immaginare e intanto
il tempo portava via la nostra giovinezza.
Com'è difficile ripensare a quei giorni
senza un fremito! Forse la parole
che ci siamo dette, piene di sentimenti
e di misteri,volano ancora tra le piante e i fiori
di quel giardino, dove lo sguardo di marmo serio
e ironico del netino Aurispa umanista frenava
la nostra giovanile preferenza per la discinta
statua in memoria di Matteo Carnilivari.