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glicine reportonline
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Poeti nuovi o idee sulla poetica

Ti incammini lungo sentieri
baciati da profumati grappoli
di glicine dai rami contorti
abbarbicati su alti muri a secco.
E ti domandi se regredire sia sempre
un fatto negativo: invecchiando
perdi l'agilità, si affievoliscono
la vista l'udito, viene meno
la prontezza dei riflessi, si appanna
la memoria.
Ben altro è se regredisci fino
a sentire più vicino il bambino
che ti porti dentro, a stupirti, a vedere
che le nuvole in cielo non sono nuvole
ma giganti montagne draghi, a immaginarti
come Pinocchio chiuso nel ventre
della balena dove, non udendo più
i rumori del mondo e rimuovendo
falsità pregiudizi condizionamenti
inutili rugginosi rivestimenti,
ricominci a cotruirti nuove idee,
pensieri liberi, immaginazione aperta.
Ritrovi l'originalità delle parole
liberate da ogni artificio o astrattezza,
appena sgorgate dalla viva sorgente
dell'intelligenza e del cuore, forgiate
al fuoco dell'amore, come lo cantavano
i poeti delle corti medioevali,
o al giovanile intonacato entusiasmo
di un monaco che la mattina al mercato
udiva parole nuove della volgare lingua
che si andava costruendo.
Vorrei che il poeta distillasse parole
fresche limpide, intrecciandole
a nessi logici ardimentosi così da suscitare
le più vive emozioni.

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