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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Partire

Partire
verso il vuoto, verso lo spazio vuoto,
verso corpi pieni d'azzurro vuoto.
Eppure quanto dolore e smarrimento
nell'ammiccare degli occhi che invece
vorrebbero ritrovare quel semplice sasso
che sul monte Pellegrino le mani di bambino
toccarono con l'amore della luna
o la ruvida carraia di Lincino dove i carri
da centinaia d'anni hanno scavato impronte di ruote.
Quali voci, anime, vagano tra queste siepi, tra questi
campi di radi mandorli spauriti e di cadenti dolenti carrubi?
Una voce fra tutte mi rincorre e fa rivivere
l'antico idioma della madre di mia madre: "u sciasti"?...
Nessun nesso con lo sci e la neve. Ma col trovare,
col ricercare. Quella cosa, nonna,la trovavo di solito!
Ma, dimmi, tu l'hai "sciato", dietro il folto boschetto
di fichidindia, quell'altrove che ti pungeva il cuore?