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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Nonno Benedetto

Conobbi i nonni tuoi
che a lungo parlavano
di pecore e di buoi
attorno al fuoco del camino
e tu leggevi il tuo latino di Virgilio.
Tessevano lodi e biasimi su gente
sconosciuta del paese, su nomi
di corpi che la terra ricopriva
ormai da lungo tempo. Sui volti
e sulle mani i larghi solchi di lavori
antichi di erbe e cacio profumato.
Spesso gli occhi alzando verso di me
che li ascoltavo attento diceva
nonno Benedetto:" Ma tu che sposi
la nipote nostra, quante pecore tieni?"
-" Nonno vieni, le foto ti mostro
dei miei alunni, sono maestro,
ho un lavoro, pecore non possiedo.
E poi te l'ho già detto proprio ieri!"
E gli facevo udire la sua voce registrata
e la mia risposta. Restava un po'
perplesso, poi diceva:" Ma quello
è una spia, è proprio una spia!"
Inarrestabile scorreva il loro tempo
verso la foce a spiare, lieve, sorrisi e pensieri
d'antiche storie e pungenti fragilità.