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La camera incantata 1917 Carrà
Poesia di Vincenzo Fiaschitello  

Metafisica della visione

Gareggiano le cose tra loro per offrirsi
alla profondità del nostro sguardo,
tentano di eclissarsi l'una con l'altra
restando ciascuna al proprio posto.
Visione difficile, amara per l'uomo
che non è come Dio che ha tutto l'Essere,
dinanzi a Sé, sempre presente.
Povero pittore che vuole imitarLo,
inventandosi il prospettico trucco.
Piatta è la tela, illusione di una illusione:
eroghiamo realtà a una profondità
che non c'è, costruendola col nostro pensiero.
Se diamo carne all'immagine, là nella profondità
dello specchio, siamo come il gattino
che s'inganna e vi batte la zampina.
Immane profondità dell'Essere, abisso
senza fine, inafferrabile!
Con la linea, lungo chiodo penetrante
nel reale, il pittore trafigge lo spazio
e lo corrode, segregandolo e modulandolo.
La visione di un qualcosa assente
eppure presente è il varco, prodigio
del nostro pensiero, che ci spinge fino
al cuore dell'Essere. Mormorii di colori
la tela che gli alberi ci fa vedere, il paesaggio,
il mondo, illusione per la nostra mente
di uno spazio dell'Essere, oltre ogni punto di vista.