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arca di Noè
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

La terra creata e ricreata

Ha rughe profonde la terra
nei suoi fianchi,
ma porta fiori di bianco splendore
su steli che toccano il cielo.
Quando il Verbo risuonò
nell'infinito vuoto,
d'un tratto non fu più solitudine,
s'aprirono le acque e si richiusero
accogliendo ovunque il respiro della vita.
E nacque il mattino, dal sole dorato,
avanzò il tramonto fino alle fauci
della notte.
Si adagiarono le stelle
e galleggiò la nascente luna nell'azzurro
cielo come gondola sul mare.
Più tardi, persa nella solitaria aria,
nel becco il segno della pace, la colomba
indietro tornava a riposarsi nell'arca
di Ararat.
Rifioriva la terra al tocco di un flebile
sole dalle vette alle valli.
Balbettìo d'amoroso risveglio che Noè
salutò come rinnovata creazione.

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