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valigia
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

La soffice sciarpa della sua grazia

La soffice sciarpa della sua grazia
al collo avvolgi, chiudi in valigia
i ricordi e parti.
A lungo la sua voce invano restò
nel tuo orecchio,
ora sai che il paese della pace
cercato in altri luoghi, tra altra gente,
è pura insania. E se per un istante
hai creduto di trovarlo, presto
è giunta con dolore la smentita.
Raccogli le macerie dei tuoi ricordi,
è tempo di ricostruire, bada ai muri
portanti, bada alla luce che ti brilla
dentro, che è luce di spirito e verità,
luce che spalanca anche la porta
più stretta, se la tua fede è solido
ponte che va oltre i semplici confini
tra le sere e i mattini.
La vita non è che un batter di ciglia,
un tramestìo di piedi appena udito
e subito cessato, una lacrima nel mare.
Innumerevoli spoglie di persone
che abbandonano la vita, foglie
che lasciano la pianta:
in alto volano quelle più lievi,
senza gravi colpe, a chiedere nuova vita;
in basso, trite, tra la polvere, quelle
che hanno tenuto chiuso il cuore
all'amore e sempre hanno detto "no".
Già corpi logorati, tutti, dal dolore,
ma diversi per accettazione o rifiuto.