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Mandorlo Agrigento
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Febbraio ad Agrigento

Biancheggiavano come cirri
sullo sfondo di un cielo azzurro
i mandorli a febbraio nella valle
dei templi ad Agrigento.
Tra le squadrate pietre delle rovine,
dove volavano i nomi degli dei
come profumi di erbe selvatiche,
si perdeva la tua voce di vivo argento.
E c'era malinconia nell'aria
e c'erano i pastori che con le loro greggi
battevano sulle magiche colonne
doriche dei templi.
Ruminavano ai piedi di una dea clemente
che consacrava le nozze,
presso i gradini di un altare dedicato
a un dio sconosciuto o i resti di un telamone.
Non si udivano oracoli, ormai tutti dispersi
dai voli di sacri uccelli.
Divinità ctonie, divinità tutte, un giorno
in esilio siete salpate sul battello dell'oblio
verso le più lontane costellazioni boreali, salutate
dallo stendardo trionfante della croce cristiana!