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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Erba e rovi


Erba e rovi murano la porta della casa
lasciata a mezzodì di un letale giorno,
ultimo della vita spesa ad annodare
fascine per il fuoco del camino.
Puoi vedere alle pareti falci e sbilenche
scale se solo scosti su frantumati vetri
fitte ragnatele,tendine ricamate alle finestre,
o il vecchio aratro in permanente sosta
tra la superba ortica,ferrigno relitto
in memoria di solchi scavati nella terra,
nelle gibbose mani dell'umile contadino
e negli occhi che videro non altro
che semi di sudore.
Senza ritegno ora l'autunno disossa
gli ultimi,un tempo clamorosi,alberi
che al vento del tramonto ansimando
chinano il capo rassegnati all'imminente
crollo e lascia i radi tralci di una vite
già inselvatichita senza gioia di vendemmia