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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Da lontano il mio amico

Da lontano il mio amico
ho sentito morire, l'amico
fraterno, sacerdote di Dio,
che non incontravo da anni.
Di me si ricordava sempre
più spesso e sorrideva al ricordo
di parole antiche, quando diceva
che no, a noi la vecchiezza
non avrebbe mai assediati.
E invece anche a noi la vita
ha misurato tutto: i giorni
le stelle le sere e le primavere
odorose di fiori e i respiri.
Così, amico, in te mi riconosco
ma non trovo la chiave sulla porta
della tua virtù sacrificale.
Il tempo, che nel cavo di una mano
si raggruma, ci disossa, ci fa polvere e nulla!
E i giovanili ardori e i sospiri?
Sepolti sono ormai sotto i muri
a secco della nostra terra che dividevano
confini e odi tra i ventosi spazi
delle colline di Lincino, dove al mattutino
pascolo mugghiavano le mucche
e gracchiavano le gazze.