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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Confessione

Com'erano futili brutti e malriusciti
i versi che scrissi da fanciullo!
Svegliarsi da un sogno, bruciarli
fu giusto anche se colmo di sgomento.
A lungo durò il tormento,
amaro il rimpianto.
Ora che da vecchio, decantati il sentimento
e l'emozione di una vita, cui da gran cane
da guardia ho fatto, alla prova mi rimetto.
Non ho più alcuna preoccupazione,
saranno altri a farlo e non avrò nemmeno
l'occasione di chiedere perdono per versi
voluti perfetti, ma incerti e maculati.
Così, dico grazie a un destino
che mi spinge a scrivere per vera punizione.
La merito perch'io non sono di quelli
che dicono alla Bellezza: " Se parlo di te
non posso che rappresentarti come ombra
grottesca, per cui resta sul Parnaso".
Di te, invece, a lungo discorro e sotto i folti
rami di un carrubo d'estate ti amo e ti sogno.