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ruscello
 Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Come fresco ruscello, estiva notte

Come fresco ruscello, estiva notte
versi le tue ultime ore
nell'estuario di una ridente alba
che sempre coltiva i sogni del mattino.
Tu mi porti in un remoto tempo,
quando bambino dondolavo la sua cuna.
Ora non è più tra i vivi già da anni,
e come allora splende la luna.
Ogni estate, la sera venivo a trovarla
e mi parlava della quercia grande
che il maestrale aveva squarciato,
del gregge che scendeva dalle colline
verso il verdeggiante mare d'erba
della pianura, per un sentiero stretto
tra due file di rovi che rubavano
la lana alle miti inconsapevoli pecore.
Lungo quella pista intrisa di sterco,
sera dopo sera, sua nonna, raccogliendo
la dispersa lana, andava filando
un gomitolo per farle la calda maglia
del giorno di festa.