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luna6
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Al padre

Provo a vederti, padre,
come eri allora.
Sulla soglia di casa avevi ancora
nelle orecchie l'urlo alla luna piena
che il folle della cella ventiquattro
lanciava al suo primo apparire,
e il gelo di un sorriso amaro.
Non pendevano dalle tue labbra
grappoli di parole e bevevi
fino in fondo il tuo calice di silenzio.
Diritta la tua figura dinanzi
alla garitta a guardia del carcere
con il moschetto in spalla
e il colpo in canna, forse ti pentivi
d'aver lasciato trincetto e deschetto,
perché, tornando dentro
dopo il cambio, sembravi tu
l'ergastolano privato d'ogni libertà.