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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Al forno di Via della Paranzella

Al forno di Via della Paranzella compro
il pane quotidiano, non mancherò stasera
di farmi la panzanella col dolce ciliegino
di Pachino.
Forse,nonna,non è lo stesso pane che cuocevi
quand'ero bambino nella nostra terra di Sicilia:
lo stesso pane di duro grano che tanto piacque
a Garibaldi quando giunse coi suoi mille baldi
giovanotti sostenuti dai picciotti a cento a cento.
Ardeva il forno,ardevano i tuoi occhi per tutto
il lungo giorno.
A sera nelle notti illuni attorno al chiarore
della lanterna vegliavano ignare del rischio
le falene,nessuna s'allontanava nel vortice
dell'ombra che la notte cuciva sulla tela del cielo.
Nonna,tu sei la madre di mia madre,Rosa
di nome che ogni cosa di rosa tingevi,
odoroso vento che le campane di Pasqua
t'alzavano da terra per celebrare,com'era
costume,la vita che cresceva in noi tutti.
Grazie a te io sono,sono i miei figli e l'ultima
bimba dagli azzurri occhi cangianti.
Ma so per certo che al mondo ancora sto?
La vita è un'acqua di rapido torrente che alla foce
il mare inghiotte tra le rocce e l'onde,
dal vento rotte,e mai risale alla sorgente.