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scicli
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Scicli 

Il mio cuore fatto di avanzi
di memoria e di inquietudine
torna spesso a quei luoghi.
Al mattino, dall'alto della collina,
mi affacciavo,
la luce del sole lentamente
si spalmava come biondo miele
sul pane bianco di calce
delle case del mio paese.
San Bartolomeo si scolpiva
nella roccia come egizio tempio
scavato nella montagna.
Fischiava un treno, schiumando,
fermo alla stazione.
Sul crinale della collina, coperta
da arbusti d'oleandro e fichidindia,
stridula si levava la foschia
dei suoni delle ruote dei carri
e dello scalpitare dei cavalli
nelle vie e nei cortili.
Tracce aperte nell'anima fanciulla
che nulla ancora sapeva di cieli cupi
e di malinconia, viaggiava -allora-
sulla scia dell'imperitura primavera.

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