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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Pallida e magra dilaga la sera


Pallida e magra dilagra la sera,
mangia la luce di questo
giorno tormentato da lampi
e da dirotta pioggia che dilava
le strade,rigonfia la terra
e scrolla gli alberi dei viali.
Attorno si dissolve il mondo
nella bruma cittadina
che vaporosa avanza tra i tetti.
D'improvviso il lampo di un ricordo
di una vita già vissuta: è il passato
che ci segue come un'ombra!
Tutti gli atomi dispersi nella notte
del passato,infiniti piccoli anelli,
si chiudono nel filo della melodia
continua,sostanza della nostra identità.
Ogni anello ha il suono e il colore
di un io non più presente che sempre
ci apparterrà. Sono stati scelti
di volta in volta,sono voci rimaste
nell'aria,frecce viaggianti nello spazio,
pagine di un libro non ancora rilegato.
E se fossero stelle del nostro cielo,
fori attraverso cui passa la luce
dell'Eterno che dolorosamente
ci scruta e un pietoso velo stende
sulla truffa della nostra vita?