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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Operai

Spente le vecchie ciminiere
che esalavano veleni,
muri cadenti e vetri infranti,
quel che resta dell'antica fabbrica
che pane e morte ha dato in abbondanza.
La terra che ha dure zolle
coperta d'erbe e frasche intrecciate
dove s'annida la serpe, respinge
chiunque, preso da nostalgia,
torni a rivedere quel luogo.
Nostalgia?
Dolore immane per il vecchio
che viene a ricordare i fratelli
compagni colpiti dal male
o per quel giovane che, mesto,
s'aggira attorno a fantasmi
che ancora lamenti fanno udire.
Nemmeno un'ombra di odio
copre il suo cuore:
" Prendimi sotto le tue ali,
divino silenzio, -così pensa-
a ruminare in solitudine il mio dolore"!