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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Oh mia isola

Oh mia isola, come potrò
mai dimenticare? Ti lasciai
il giorno dei miei vent'anni,
giorno tanto sospirato nell'età
in cui tutto appare azzurro
come il cielo e subito dopo
grigio e triste.
Quanta fretta nel fuggire da te,
poiché speravo di trovare un altrove
che sempre innanzi corre e si replica.
Fu allora che imparai presto
ad offrirmi al mondo, alla sua possente
corrente di vita, come si lascia
il corpo al soffio del vento.
Quel presente però rifiutò i lunghi
capelli, alla cintola i metalli
e i cerchietti d'ornamento, ma anche
le ingenue rivoluzioni o i banchi
sottosopra nelle aule di scuola.
Ai precetti del libretto rosso di Mao
anteposi l'antica saggezza greca
di Socrate e Platone.
Nessun padrone ebbe la mia libertà,
ma mai rifiutai di salire scale amare
e ciondolare altero fino a ottenere
quel che già era in me e aspettava
d'essere snidato.