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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Nel cielo della prima sera

Nel cielo della prima sera
di primavera,
come goccia d'acqua,
tremando, brilla nel blu profondo
una solitaria stella.
Una nuvola d'un tratto,
lenta e vaporosa,
al mio sguardo la spegne,
quanto basta a farmi avvertire
l'avanzata della notte che ombre
vuote attorno a me diffonde.
Un viaggio il corpo intraprende
in un paesaggio, familiare un tempo,
ora difficile da riconoscere
se non per il brillio dei monti in lontananza.
Pesa sull'anima l'oscurità,
uno sforzo chiede per tener desto
l'essere che rischia d'immergersi
nel nulla dell'ombra.
Ogni dislivello al buio, ogni incoerenza
sembra dissolversi, resto
ostaggio di un non-senso della verità,
di un non essere,
che pure so falso e assurdo intervallo
dello stesso essere.