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Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Miei cari scalinati mari del sud

In quella lontana primavera,
che i sensi del ricordo ancora
accende, Tetide messaggera
a me inquieto adolescente
l'ansia di un amore nascente
portava. Seduto sulla solitaria
scogliera, mescolavo i miei pensieri
ai fiori di garofalo, piccoli gorghi
che le correnti dei due mari
a Marzamemi suscitano quando
si scontrano.
Miei cari scalinati mari del sud!
Poche volte allora ebbi possibilità
di raggiungervi, ora nostalgia
e rimorso empiono il cuore
come aculei che di giorno
in giorno s'allungano. Ora
nelle vostre acque torno a ricordare
il passato, un moto disseccato
e disfatto che non ha neppure
forza di risalire come linfa
lungo il tronco del mio albero
esposto ai venti della notte
solcata dalla tiepida luna.

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