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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Libertà

Anch'io da ragazzo uccisi
una libertà.
Nel cuore porto un dolore antico:
il sasso che volò dalla mia fionda
a colpire, lungo il viale dei pini,
il rosso petto del fringuello.
-Poeta dagli occhi antiquati,
poeta senza sorriso, non sai vedere
alcun paradiso accanto a te!-
Se è così, rassicuratemi.
Ditemi che sepolto è il dolore,
che le armi tacciono,
che i bimbi non muoiono sulle mine
seminate come bulbi che promettono fiori,
che la fame è vinta, saziando l'egoismo del mondo,
che la libertà irrora l'anima dell'uomo
e lo salva da ogni alienazione.
Oh, la libertà! Quante anime elette
hanno per essa lottato, quanti sacrifici di vite.
Quale dolorosa illusione! Quale contraddizione!
Il singolo o il popolo che finalmente
la conquista, non lo fa forse a spese di altri?
Non la uccide negli altri in suo nome?
Non aveva torto Pascal nel dire
che la libertà esiste solo potendo per assurdo
azzerare ogni sociale relazione.

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