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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Le stridule ruote dei carretti

Sei stato forse l'ultimo bambino
a svegliarti al mattino
al suono delle stridule ruote
dei carretti siciliani, che
percorrevano le strade di un paese
di sogno. Nel giorno di festa
tacevano i carri, si sentiva solo
il belato delle greggi che come
onda lenta mareggiavano fino
a scomparire nella vicina carraia.
Le strade, ora libere dalla marea
lanuta, erano pronte
ad accogliere i nostri passi
e a riflettere le vetrine addobbate,
attorno alle quali piccoli e grandi
effondevano ammirazione e meraviglia.
Quel brulichio era indizio di una
mestizia dolce, promessa di un domani
più sereno, quell'affannarsi a riempire
le borse dellla spesa era la traccia di una
fatica antica e gioiosa che si ripeteva
sempre uguale nel flusso degli anni.
E tu, attento a schivare i passanti, recavi
una enorme anguria poggiata sulla spalla.