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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Le lune nei pozzi

Nell'aria l'insetto abbagliato
dalla luce s'inerpica tra le foglie,
non ha grazia, s'ingolfa e d'inerzia
si inebria; sconnesse siepi dividono
muri allucinati che deridono case
costruite con i loro cuori.

Raggi di sole trafiggono pensieri
di uomini che al lavoro vanno con logore
tute. Non spira alito di vento
e tutto attorno è un fermento di calore
che giunge fino nel profondo dei pozzi
dove l'acqua ha foglie galleggianti
e morte lucertole.

Mi piace cercare le lune nei pozzi,
mi piace sentire tinnire la catena di ferro corrosa dalla ruggine.
Rapido giù scarrucola il secchio, poi piangente risale.

Le lacrime che porta sono lacrime del passato,
quando forti braccia a casa recavano pesanti
brocche di latta dai malfermi manici.
Sul tronco dei carrubi che tracciano
il sentiero spuntano funghi, carnosi
fiori, che attendono d'essere colti prima
di cambiarsi in legnosi cancri difformi.
A sera, sotto le stelle, si pensa a quel
che fu e che il vento disperse.