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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
La lunga estate calda

Da tempo le orme, che lasciavi
sul breve cammino da casa al pozzo
per attingere l'acqua, il vento
d'autunno ha cancellato,
da tempo disperso è nell'aria il profumo
del pane sfornato.
Il tuo volto acceso e le scaglie
dei tuoi rari sorrisi giacciono ai piedi
di lunghi filari di fichidindia.
Cenere resta,
simile a quella che traevi ancora
fumante dal forno seminandola
tra le piante.
Tu già sapevi queste cose, perciò
sacra rendevi la tua fatica per un pane
che noi fanciulli mangiavamo
tra grida e salti.
Poi nel cuore della sera scendeva
un silenzio misto alla paura delle ombre,
il brusio scemava dei nostri giochi,
s'alzava il trillo del notturno grillo,
unico barlume di vita nella campagna solitaria.
All'orizzonte, sulle lontane colline
verso il mare, fasci di luce l'aria
solcavano della lunga estate calda.