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luna6
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
La luna della mia fanciullezza

Dissi alla luna una lontana
sera d'estate: "Perché hai stillato
dentro di me i segreti della notte,
della solitudine, dei sogni"?
Fu la luna della mia fanciullezza
che mi iniziò ai misteri della vita.
Mi diceva: "Attento, qualunque
parola tu dica, volerà per sempre
nel cielo e non morirà mai,
nulla si perderà: il filo d'erba,
il solitario ridente papavero
cresciuto in un angolo polveroso
di strada, i tuoi pensieri che come
nuvole di tiepido fumo escono
dalla tua mente, le gocce di rugiada
dei mattutini silenzi".
Così la luna parlava al mio cuore
e non temevo la notte, che scendeva
lentamente dai vicini colli e dagli alberi
attorno. Rotolava sotto i miei occhi,
stupiti di tanta misteriosa bellezza:
tutto taceva, infine, persino il vento,
addormentato sui mandorli, frementi,
nell'attesa dell'ultimo sole d'agosto.

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