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Poesia La luce di Vincenzo Fiaschitello
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Poesia La luce
 di Vincenzo Fiaschitello

In questa feconda stagione

tu mi dici perché non tiri i remi in barca,

perché non cerchi il tuo angolo da dove

contemplare il mondo che sempre

nuovo si fa, da dove guardare la luce

che suscita i colori, trasmuta la materia

e ne fuga l'opacità.

Ma forse che la luce si stancherà di risplendere?

E' così bella, viene da molto lontano,

fluisce vertiginosamente lungo lo spazio infinito,

infrange l'oscurità e il silenzio.

Si avvita attorno alle cose, si infittisce,

trasvola di foglia in foglia,

sveglia dal sonno del freddo inverno,

si apre la strada pur entro

la più piccola fessura della roccia.

Ma tu dici che forse i miei occhi

non sopportano più questa luce. Forse!...

Non la merito, forse, così decido di fermarmi,

di aspettare come gelida pietra,

come il più umile filo d'erba,

come il più piccolo degli animali,

su cui la luce pioverà a suo piacimento,

senza privilegio alcuno.

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