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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
La giovinezza

Della morte noi viventi siamo
ostaggi.
Guardando l'antica foto mi viene
da carezzare il volto giovane
e fresco e senza paure
su cui brillava un sogno d'infinito!
Mi accorgo che il mutamento
è solo un'apparenza, differenza non c'è alcuna,
il mio io è sempre lo stesso,
sono come un tempo ero, non contano
le scarse rughe e i grigi capelli.
Sono tale e quale, sono proprio io!
Pure, la primavera dei miei anni
è rimasta sull'argine opposto,
irraggiungibile,
e posso solo salutarla con il ricordo:
largo è il fiume e impetuoso.
Dico ai salici di non piangere per me,
c'è ben altro per cui piangere
e soffrire... c'è ben altro d'amare
e volere per far risorgere
la gioia e la grazia che all'uomo
danno il coraggio di vivere.