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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
L'eco della tua voce

Si rammenta spesso la prima volta,
quasi mai l'ultima. Non per questo
è meno vera. Sta lì, pietrificata,
impressa sulla pietra-memoria.
La ravviva, la circonda di fluida
trasparenza, un alito di vento
o l'ombra di un tramonto,
dispepsia di luce che nell'aria
della sera morde ancora la finestra
chiusa di quella casa che amai.
Lieve il profilo del tuo volto sale

nel cielo,dal vento depurato di nubi,

come una lingua di luna a primavera.
 Ti riconosco dopo lungo
tempo di silenzio, forma immutabile
che fai velo come allora al brulichio
di inganni, seminati da colpevole
apatia. Disadorno resta il mio cammino
anche ora che la stagione volge
al termine e non odo più nemmeno
l'eco della tua voce.