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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il sasso di monte Pellegrino

Giaceva, accanto a un rocchio
tra i rovi abbandonato in una
minuscola radura di monte Pellegrino
sopra la falcata spiaggia, un sasso
vivo tondo e liscio su cui il bimbo
annegava il suo sguardo. Un fascino
emanava da quella piccola luna
di roccia che il vento e l'acqua
avevano a lungo limato; lo teneva
tra le mani a giumella fino ad accarezzarlo.
Non volle la madre che lo portasse
a casa: pesava troppo e lunga
era la via del ritorno a piedi. La delusione
cancellò dal suo occhio puerile
con la promessa di riprenderlo
nella successiva gita. Vana e umile
speranza di luna tramontata per sempre.
Né mai dopo fu trovato il sospirato
sasso, emigrato altrove tra erbe e rovi.
Poco più potè dire la mamma al suo
bambino quando un mattino chiese
di cercare ancora.
Era svanito un sogno, il sogno della
dolce infanzia, pallida nebbia
umiliata dal sole di pieno giorno.

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