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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il primo viaggio

Il ferroviere agitava il lume
ad acetilene, per mano mi teneva
mia madre in fuga dal treno.
A sera tremavano le stelle,
ma ancor di più noi, rannicchiati
nella buca fino al segnale
del cessato pericolo. Nella notte
di plenilunio anche le nostre
ombre il vento derubava.
Lenta la litania dei convogli
si snodava con ampi sbuffi
di fumo della locomotiva.
Galleggiando su un inarrestabile
sgomento, dormivamo a intermittenza,
senza consentire al sonno di tradire
la nostra vigilanza.
Dietro i monti in lontananza,
si udiva il rombo del cannone:
raccolsi ad uno ad uno i giorni
dell'infanzia come i noccioli d'albicocca
con cui più tardi amai giocare
innanzi al muretto di casa.