Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il giallo degli stivali
Discolorava il giallo degli stivali
calpestando l’acqua
il fanciullo al cielo sorridente.
Tardava il ritorno
al richiamo della madre.
Spauracchio di lupo, ignoto d’essere,
voluttuoso d’azzurro, cresceva
in manifesta malinconia
e pur sempre innocente beveva
l’aria filtrata dai sogni.
Credeva il mondo impallato
di vento e di niente, di voci e di croci.
A sera, quasi notte, il ragazzo cresciuto
sa che la morte mai non perde.
Spargere sale sulle ferite del nostro tempo
è gridare: prepararsi alla guerra!
Spargere ombre sulla nostra terra
sulla gioia rappresa e ineguale in attesa
del male per tutti, del dolore dei lutti,
è offrire mandorle amare di vite,
in fretta finite.
Nulla traggo dalle mie mani vuote
dell’essere.
